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Patologie della Spalla

Spalla del nuotatore: perché la cuffia dei rotatori è a rischio in vasca e come proteggere l'articolazione nel lungo periodo

Paolo Pichierri Ortopedico
Spalla del nuotatore: perché la cuffia dei rotatori è a rischio in vasca e come proteggere l'articolazione nel lungo periodo

Quando si parla di sport a basso impatto, il nuoto viene quasi sempre citato come esempio virtuoso. È consigliato ai pazienti con problemi articolari, agli anziani, alle donne in gravidanza, a chi si trova in fase di recupero dopo un infortunio. Eppure, questa reputazione di sport «sicuro» nasconde un'insidia specifica e spesso sottovalutata: la spalla del nuotatore.

Chi pratica il nuoto con una certa regolarità — sia a livello agonistico sia amatoriale — sa bene che il dolore alla spalla è un compagno frequente e fastidioso. Secondo alcune stime cliniche, fino al 90% dei nuotatori di alto livello riferisce episodi di dolore alla spalla nel corso della propria carriera. Ma il fenomeno non risparmia chi nuota per piacere o per mantenersi in forma: anche tre o quattro sedute settimanali in piscina possono, nel tempo, sollecitare eccessivamente le strutture tendinee e muscolari della spalla.

La biomeccanica dello stile libero: perché l'articolazione lavora così tanto

Lo stile libero è senza dubbio la tecnica più diffusa e, paradossalmente, quella che espone maggiormente la spalla al rischio. Per comprendere perché, è necessario analizzare il gesto atletico nella sua complessità.

Durante ogni bracciata, la spalla compie un arco di movimento molto ampio: dall'ingresso della mano in acqua, con il braccio disteso in avanti e leggermente abdotto, alla fase di trazione, fino alla spinta finale e al recupero aereo. Questo ciclo si ripete in modo continuo e ad alta frequenza: un nuotatore che percorre 1.500 metri a stile libero compie circa 1.000 bracciate per braccio. Moltiplicato per le sessioni settimanali, il volume di lavoro cumulativo sull'articolazione scapoloomerale diventa considerevole.

Il problema non è tanto il singolo gesto, quanto la ripetizione in condizioni di affaticamento muscolare. Quando i muscoli stabilizzatori della scapola — trapezio, dentato anteriore, romboidi — si stancano, la testa dell'omero tende a scivolare anteriormente e superiormente, riducendo lo spazio subacromiale. È in quel momento che i tendini della cuffia dei rotatori, in particolare il sopraspinoso, vengono compressi e irritati in modo anomalo: un meccanismo noto come impingement subacromiale dinamico.

I segnali d'allarme che non vanno ignorati

La spalla del nuotatore raramente si manifesta con un dolore acuto improvviso. Più spesso, il quadro clinico si instaura gradualmente, con sintomi che molti atleti tendono a minimizzare o ad attribuire alla normale fatica muscolare.

Ecco i segnali che meritano attenzione e una valutazione ortopedica tempestiva:

Ognuno di questi sintomi, preso singolarmente, può sembrare banale. La loro persistenza o la loro comparsa sistematica in relazione all'allenamento in vasca è invece un segnale che l'articolazione sta comunicando un sovraccarico che non riesce più a compensare autonomamente.

Le cause strutturali più comuni: dalla tendinite alla lesione della cuffia

Sotto l'etichetta generica di «spalla del nuotatore» si nascondono condizioni cliniche diverse, che il medico ortopedico deve distinguere con precisione per impostare il trattamento corretto.

La tendinopatia della cuffia dei rotatori è la diagnosi più frequente: un'infiammazione cronica a carico dei tendini, soprattutto del sopraspinoso e del sottoscapolare, che deriva dall'irritazione meccanica ripetuta. Se non trattata adeguatamente, può evolvere verso lesioni parziali o complete del tendine.

L'instabilità gleno-omerale è un'altra condizione comune nei nuotatori, in particolare in quelli giovani. La lassità capsulo-legamentosa — spesso costituzionale, ma amplificata dall'allenamento intensivo — permette micro-traslazioni della testa omerale che, nel tempo, danneggiano il labbro glenoideo e i tendini circostanti.

Infine, la sindrome da impingement subacromiale rappresenta il meccanismo fisiopatologico comune a molte di queste condizioni: la riduzione dello spazio tra la testa dell'omero e l'arco coracoacromiale genera attrito e infiammazione ogni volta che il braccio viene sollevato oltre i 70-80 gradi.

Strategie di prevenzione: non basta nuotare meno

La prevenzione della spalla del nuotatore non si riduce semplicemente a diminuire i chilometri in vasca. Richiede un approccio strutturato che coinvolge la tecnica, il potenziamento muscolare e la programmazione dell'allenamento.

Correzione della tecnica natatoria: Molti nuotatori amatoriali entrano in acqua con il pollice rivolto verso il basso, una posizione che massimizza la rotazione interna dell'omero e aumenta il rischio di impingement. Lavorare con un istruttore qualificato per ottimizzare l'angolo di ingresso della mano e la traiettoria della bracciata è un intervento preventivo di primaria importanza.

Potenziamento dei muscoli stabilizzatori della scapola: Un programma di rinforzo che coinvolga trapezio inferiore, dentato anteriore e cuffia dei rotatori — eseguito a secco, fuori dall'acqua — è essenziale per mantenere una corretta centratura della testa omerale durante il gesto natatario.

Gestione del volume e dell'intensità: La progressione dell'allenamento deve essere graduale. Aumenti rapidi del chilometraggio settimanale sono tra i principali fattori di rischio per le tendinopatie da sovraccarico. Un piano di allenamento periodizzato, che preveda fasi di recupero adeguate, protegge l'articolazione nel lungo periodo.

Variazione degli stili: Alternare lo stile libero con il dorso o il nuoto a rana — che sollecitano la spalla in modo diverso — riduce il carico cumulativo sulle stesse strutture tendinee.

Quando è necessario consultare uno specialista ortopedico

Se il dolore alla spalla persiste oltre due settimane nonostante la riduzione dell'attività, se si accompagna a debolezza progressiva o se interferisce con le attività quotidiane, è il momento di richiedere una valutazione ortopedica specialistica.

Una diagnosi accurata — che può avvalersi di ecografia muscolo-tendinea o risonanza magnetica — permette di identificare con precisione la natura del problema e di distinguere una semplice tendinopatia infiammatoria da una lesione strutturale che richiede un trattamento più articolato.

Nello studio del Dr. Paolo Pichierri, la valutazione della spalla del nuotatore segue un percorso diagnostico personalizzato, che tiene conto non solo della clinica ma anche delle abitudini di allenamento, del livello atletico e degli obiettivi del paziente. L'obiettivo non è semplicemente risolvere il dolore acuto, ma restituire alla spalla la funzionalità necessaria per tornare in vasca in modo sicuro e duraturo.

Conclusioni: la spalla sana si costruisce fuori dall'acqua

Il nuoto rimane una delle attività fisiche più complete e benefiche per la salute generale. Ma come ogni sport, richiede rispetto per i propri limiti anatomici e una cultura della prevenzione che spesso manca, soprattutto tra i nuotatori amatoriali.

Preservare la salute della spalla significa investire nel proprio benessere a lungo termine: con la giusta tecnica, un programma di rinforzo mirato e la disponibilità a fermarsi quando il corpo lo chiede. E quando i segnali diventano persistenti, affidarsi tempestivamente a uno specialista ortopedico è la scelta più intelligente che un nuotatore possa fare.

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